La bomba di Majorana

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Formato: Libro cartaceo, pag. 294

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Autore: Nino Raffa

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COD: ISBN: 978-88-5539-421-5 Categoria: Tag:

Descrizione

La bomba di Majorana è un’avvincente spy story immersa nei grandi fatti del ’900. Ettore Majorana scompare misteriosamente nel 1938 insieme al taccuino di Riemann, contenente informazioni cruciali per la costruzione della bomba atomica che fanno gola ai nazisti.

Circa settant’anni dopo, il matematico Enrico Saccheri entra in possesso del taccuino, ma muore precipitando dal campanile di una chiesa a Noto.

Al suo funerale entrano in scena nuovi protagonisti: Cassandra, biologa, nipote di Saccheri, e Marco Neri, ricercatore universitario più votato alle turiste di Taormina che alla scienza. I due cominciano a indagare facendo emergere un vasto intrigo internazionale intorno al lavoro di Riemann e alle sue ricadute tecnologiche. Oltre le loro vite, c’è in palio una posta altissima.

INCIPIT

Isole Eolie.

Filicudi, costa occidentale.

Tarda estate 2000.

 «Com’è stato?» disse Cassandra.
«Questo non si chiede mai» rispose lui guardandola stupito.
«Voi uomini non potete, ma noi donne sì!» rise lei.
Anche Marco sorrise.
«Da uno a dieci?» insistette lei. «Sei un matematico, fai il tuo mestiere!»
«Ci sarebbero tante variabili non omogenee da considerare: intensità, fantasia, naturalezza, concentrazione, posizioni, durata. I romantici potrebbero aggiungere la tenerezza, qualche pazzo addirittura l’amore. Troppi parametri: è un problema irrisolvibile.»
«Provaci! Magari, se la risposta è giusta, ti tocca una ricompensa…» lo invogliò lei, con una voce che era già un premio.
«In questo caso… mah… calcolati quattro integrali e risolte un paio di equazioni… direi che dieci non basta! Stanotte sei stata meravigliosamente fuori scala!»
«Bugiardo!» esclamò lei baciandolo sulla bocca. «Lo dici solo per la ricompensa!»

Rimasero ancora abbracciati, distesi tra i cuscini sul tavolato del portico.
«Adesso ti faccio io una domanda: sapevi che sarebbe finita così?»
«Non ti risponderò mai. Sono gelosa della mia veggenza!»
Poi si alzarono. Leggeri, tenendosi per mano, con lenti passi lustrali. E come la natura li aveva dati all’esistenza nelle acque, scesero i tre gradini del patio e poi lungo la spiaggia per tornare al mare.
Al limite della notte, era da poco evaporata quell’ora di nessuno tra buio e luce. L’aurora già curvava cielo e acque in un’unica sfera senza orizzonte.

«C’è un’altra cosa…» riprese lei, di nuovo sdraiati sulla spiaggia.
«Con tutta questa curiosità stai rischiando. Per molto meno, qualche volta sono scappato dalla finestra.»
«Lo so. Ma scappare da qui è molto più complicato!»
Risero ancora. Lei con una carezza gli scostò i capelli bagnati dagli occhi.
«E allora?»
«Le tue magliette col faccione di Marx.»

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