Storia di Violante

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Formato: Libro cartaceo, pag. 150

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Autore: Consuelo Cordara

Note sull’autore

 

 

COD: ISBN: 978-88-5539-209-9 Categorie: , Tag:

Descrizione

iolante è una ragazza moderna, sensibile e piuttosto irrequieta.

Orfana di madre fin dalla nascita, si mette sulle tracce di un padre problematico, rimasto assente dalla sua vita per oltre vent’anni e ricomparso, inaspettatamente.

Con determinazione, troverà in sé la forza di ricercare le radici più profonde della sua esistenza e, in particolare, recupererà quella figura paterna, la cui latitanza è sempre stata fonte di grande dolore.

L’esistenza di Violante pare segnata dagli abbandoni, ma lei reagisce a ciò che sembra l’accanirsi di un destino ineluttabile, diventando il simbolo del coraggio, della compassione per i calpestati dalla vita – come risulterà il proprio padre – dell’amore e del desiderio di emancipazione personale.

Violante è una giovane donna in cammino, verso una maturità affettiva e personale non ancora totalmente raggiunta.

Ce la farà a realizzare i suoi obiettivi, senza dover rinunciare all’amore?

I – Incontri

Non appena la vide, gli piacque moltissimo: la trovò subito graziosa e disinvolta mentre si intratteneva con gli invitati alla sua festa di compleanno, dov’era stato trascinato anche lui da una coppia di comuni amici. «Carina, vero?» chiese il giovane rivolgendosi a Fabio. «Frequenta la tua stessa facoltà. Possibile che non vi siate mai incontrati?»

Il giovane non rispose, alzò leggermente le spalle e allargò le braccia, come a dire: «Amico, no, ti assicuro, figurati se me la sarei fatta scappare!»

Mentiva… non la conosceva, certo, ma sapeva che, data la propria innata riservatezza, non l’avrebbe certamente corteggiata e, del resto, lei non l’avrebbe nemmeno notato.

Violante, invece, gli si accostò inaspettatamente e, contro ogni previsione, l’apostrofò con tono disinvolto: «Ehi, ma tu non hai ancora mangiato, né bevuto nulla… vieni che ti porto al tavolo degli antipasti, così chiacchieriamo un po’. Sai, odio gli uomini che si mettono in mostra, quelli sopra le righe, i logorroici… Tu mi sembri l’esatto contrario, quindi mi incuriosisci. Scusate, cari, se ve lo rubo per un momento!» La coppia sorrise all’amica con espressione complice e si allontanò, salutando con un formale «Ci vediamo dopo!»

Gli occhi verdi di Fabio scintillarono, mentre si serviva, un po’ goffamente, dal vassoio dei salatini: lei era bellissima e lui non riusciva a staccarle gli occhi di dosso.

Dopo un primo momento d’imbarazzo, superato grazie a due calici di fresco prosecco, i due ragazzi conversarono tutta la sera; al momento dei saluti, complice il vino, a Fabio venne normale cingerle dolcemente i fianchi e sfiorarle le labbra, delicatamente.

Chissà perché, ma gli sembrava di conoscerla da sempre!

Si scambiarono, con naturalezza, il numero di cellulare e, dal giorno seguente, si sentirono quasi tutti i giorni. Scoprirono solo allora di frequentare la stessa università, Palazzo Nuovo, a Torino e di essere iscritti entrambi al DAMS, pur seguendo corsi di laurea differenti, motivo per cui non si erano mai incontrati prima.

Fabio, infatti, aveva scelto l’indirizzo di Storia dell’arte e Violante quello relativo a Scenografia.

Erano così diversi caratterialmente, ma proprio per questo complementari e molto affiatati. Il giovane si lasciava sedurre dal “fuoco sacro” di lei, mentre la ragazza aveva bisogno della calma e della pacatezza di lui.

Alle numerose e infinite telefonate, seguirono gli incontri, dapprima nei locali storici della città, poi nella mansarda di Fabio, vicino alla stazione di Porta Nuova.

Il monolocale, in affitto, era ampio, dai soffitti non troppo bassi, così da ospitare un soppalco adibito a zona notte, collegato alla cucina da una ripida scala a chiocciola; la location era centralissima, comoda e arredata con gusto.

Fabio, infatti, di comune accordo con il proprietario, aveva preferito sostituire alcuni vecchi mobili dozzinali con altri di stile etnico, molto colorati, scelti con cura durante un viaggio in Oriente, intrapreso dopo la maturità.

«Non potevi che studiare Arte: hai creato un ambientino davvero niente male!» esclamò Violante la prima volta che mise piede nella mansarda.

Fabio la prese per mano e la trasse a sé, coinvolgendola in un lungo bacio.

Si sorprese piacevolmente della naturalezza di quell’approccio, lui sempre così riservato, eppure Violante gli faceva l’effetto di una calamita: appena la vedeva, non riusciva a staccarsene.

La ragazza si sciolse i lunghi capelli scuri che abitualmente portava raccolti in un’alta coda: era bellissima, con gli occhi profondi, di un particolare colore castano dorato e la pelle chiara, che profumava di buono.

Il desiderio li sorprese mentre Fabio stava magnificando i particolari di un’antica e raffinata cassapanca laccata di rosso. «Credo sia nepalese…» ebbe il tempo di sussurrare il ragazzo.

Uno sguardo e si ritrovarono sul soppalco, nel letto a due piazze con la testiera in bambù.

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