Descrizione
Quando finisce l’adolescenza? Forse quando si sente il bisogno di guardare indietro, di ripercorrere non tappe ed avvenimenti precisi, ma sentimenti, sensazioni, scelte fatte per partito preso, più che per vera convinzione.
Così, riaffiorano i momenti di imbarazzo, l’incapacità di spiccicare parola quando l’insegnante, il primo giorno di scuola, ti ha chiesto di presentarti, lo stupore smarrito di fronte agli occhi di una ragazza di cui ti sei innamorato, i sogni masticati, la malinconia che infetta il cervello.
È adolescenza un’età da fottere, il bisogno di non essere più giovane, di uscire dalla corazza di porcospino permaloso, è bisogno d’indipendenza e di sentirsi forti (Basta la sensazione di una moto tra le palle? Magari no, ma qualche sogno rimane).
E dunque, quando finisce l’adolescenza? Quando lasci i sogni, le malinconie, gli imbarazzi per entrare nel mondo degli adulti. Ti aspetti di diventare un individuo concreto, positivo, consapevole.
Ben presto, tuttavia, ti accorgi che devi fare i conti con una vita appannata, sfocata, con una società che ti chiama bamboccione, che ti fa sentire scartato, fuori posto, alla ricerca di un senso che ti sembra impossibile trovare. La vita che vorresti mordere sembra lasciarti poche prospettive, c’è gente che ha dormito per sessant’anni attaccata a un fax… E magari pensi anche al suicidio.
Poi, un mattino compi trent’anni e dici “funzionerò”. Rassegnato alla quotidianità, ma senza più disperazione:
devo farmi la barba
e pagare la multa
ancora prima del caffè
ci penso senza tregua
imprigionato nella scienza
dell’imprevisto
un giorno mi distaccherò
non ci penserò più
sarò foresta e frutto
e funzionerò come un animale
con o senza di me
ubriacato d’istanti





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