Sotto la sabbia

4,99

Formato: Epub, Kindle

Autore: Luca Masini

Note sull’autore

COD: ISBN 978-88-6690-034-4 Categoria: Tag:

Descrizione

Presentazione di Monica Venturini

Sotto la sabbia, il titolo, rappresenta la prima importante indicazione sulla natura dell’opera: “sotto la sabbia” si trova il passato di una famiglia, un tempo personale e collettivo con il quale il protagonista , Fabio, non può non fare i conti, soprattutto perché si trova in un momento decisivo della sua vita.

Fabio si trova nella casa di famiglia, luogo reale (Viale Canova n. 23) e luogo dell’anima, deciso a venderla al miglior offerente, ma sembra che la casa non possa lasciarlo andare prima che il passato, custodito in essa, non sia del tutto dissotterrato, svelato, attraversato ancora e ancora. Così, attraverso il sovrapporsi di diversi e molteplici piani temporali, la storia emerge lentamente nei brevi capitoli, dedicati ognuno a un personaggio della vita di Fabio. Il fratello più grande, “Vince, ragazzo ribelle e vitale, si rifiuta di seguire la strada scelta per lui dalla famiglia e viola le tacite regole del vivere: vuole diventare un dj e, senza freni, intreccia una relazione con la bella e triste zia Susanna, trascurata e “tradita” dallo zio Franco, a causa della sua sfrenata passione per la Fiorentina. Erika, la ragazza “dagli occhi verde smeraldo e dai lunghi capelli neri” incontrata da bambino a Lido di Camaiore in una vacanza estiva, appare attraverso gli occhi di Fabio come una figura sfuggente e sensuale, quasi irreale. Nonno Osvaldo, sopravvissuto alla seconda guerra mondiale e alla deportazione, ma non alla morte dell’amata moglie, trova nel nipote, Fabio, la possibilità dell’ascolto e, come se seguisse una terapia in grado di scongiurare la morte, racconta e sperimenta il potere della parola, ciò che solo la comunicazione può salvare, anche se per poco, dall’oblio del tempo. Francesco e Paolo, gli amici d’infanzia e i compagni dei giochi più entusiasmanti – Subbuteo, il calcio, le prime competizioni – accompagnano Fabio nel suo percorso di crescita. La piccola Giulia Arzilli, l’audace bambina “bravissima in matematica” e pronta anche ai “giochi da maschio”, i primi baci con lei, i giochi, gli incontri: i ricordi emergono come da scatole cinesi, l’uno custodito nell’altro, in un ritmo incessante che all’improvviso rivela anche squarci di futuro fino a poco prima impensabili. Fabio, dopo il matrimonio con Giulia, si trova ora a una svolta.

La vita sembra, nel fluido narrare di Luca Masini, non avere pause, essere un difficoltoso percorso a ostacoli, una strada ricca di curve e soluzioni inaspettate che non può essere percorsa più di una volta, se non con la memoria. E la memoria, al contrario, crea altri percorsi, circolari, che vannoe tornano e disperatamente si accaniscono con la loro paradossale precisione contro ciò che la sabbia ricopre e fa scomparire.

Il romanzo di Luca Masini è un partecipato affresco famigliare dedicato al tempo e alla forza dei legami che ci vincolano anche a distanza o ci allontanano anche se vicini ogni giorno, una sorta di diario che ripercorre e ricostruisce il passato attraverso il presente e il presente attraverso il passato, nel quale un ruolo determinante hanno gli oggetti che evocano il ricordo e che si caricano di un valore particolare in rapporto all’evento o alla persona a cui sono associati. Il tempo viene scomposto e lentamente ricomposto in un nuovo scenario, quello finale, che in realtà non rappresenta in nessun modo una conclusione, ma l’immagine di trasformazioni ancora in atto: lo stesso gruppo di un tempo è di ritorno da una vacanza in Sardegna, ma Fabio ora siede accanto ad Erika, Paolo e Francesco stanno insieme, Elisa, la sorella più piccola, ha incontrato Alessio, Vincenzo ha realizzato il suo sogno e lavora in una radio.

Il romanzo, ambientato in Toscana dal 1978 ai giorni nostri, è da considerarsi al confine tra diversi generi – il romanzo di formazione, il diario, l’autobiografia, il romanzo “alla ricerca del tempo perduto” – e, attraverso i numerosi e improvvisi flashback, registra e rielabora molti riferimenti alla storia italiana degli ultimi trent’anni, dal sequestro di Aldo Moro alle vicende calcistiche di quel periodo.

Molti sono, inoltre, i temi toccati, allo scopo di mettere in discussione quel fastidioso ma imperante concetto di normalità, così diffuso nella maggior parte delle famiglie italiane: gli abusi (quello su Erika da parte del padre, dal quale nascerà Cristina), i tradimenti (quello di zia Susanna con il nipote Vincenzo), l’omosessualità (l’amore tra Paolo e Francesco). La scrittura di Luca Masini è animata ad ogni pagina dal bisogno intenso e necessario di guardare in faccia tutto quello che è stato, senza più rimandare o illudersi o fuggire.

INCIPIT

Il sole è già una palla di fuoco quando parcheggio l’auto davanti ad una cartoleria con le saracinesche abbassate. Sul vetro un cartello rettangolare mi informa che il negozio è chiuso per ferie e che riaprirà alla fine di agosto. Dall’altra parte della strada si alza una struttura grigia, con immense vetrate, circondata da una recinzione metallica che ne delimita la proprietà. Non appena la sfioro con le dita, la mia mente disegna nell’aria una stanza stretta e lunga con due file di banchi e una gigantesca cattedra, dietro la quale sta seduta una donna con il viso magro e gli occhi indagatori, pronti a scorgere anche la minima paura nelle iridi dei ragazzi immobili davanti a lei. Mentre sta per pronunciare il nome della prossima vittima, il suono di un clacson mi fa sobbalzare e una cimosa immaginaria si solleva dalla lavagna, cancellando quell’immagine e riportandomi alla realtà.

Attraverso la strada con passo sostenuto e mi siedo nuovamente al posto di guida, controllando l’orologio sul cruscotto: le quindici e trenta. Mancano ancora tre ore. Metto in moto e guido per una decina di minuti fino a quando i miei occhi non scorgono un grande palazzo in mattoni rossi all’inizio di una strada senza uscita. Parcheggio tra un furgone e una station wagon con il parabrezza sporco di terra. Gran parte delle finestre sulla facciata anteriore hanno i rotolanti abbassati. Un uomo sulla sessantina, con un cappello di paglia calcato sulla testa e i pantaloni usurati sulle ginocchia, è intento ad annaffiare il giardino condominiale. Nel vedermi, stacca la mano destra dalla sistola e la alza in segno di saluto, poi torna a fissare il fazzoletto verde davanti a sé con un bel sorriso dipinto sulle labbra. Prima di arrivare alla cabina dell’ascensore, lancio un’occhiata furtiva alle targhette poste sulle cassette della posta e noto con piacere che il palazzo non ha accolto nessun nuovo inquilino dall’ultima volta che sono venuto.

Giunto al quinto piano, infilo la chiave nella serratura e la porta si apre su un piccolo ingresso dai muri bianchi. L’appartamento si anima della voce immaginaria di mia madre che urla a Vincenzo di abbassare lo stereo.

Procedo a piccoli passi lungo il corridoio popolato di mobili ricoperti con il cellophane, sbirciando nelle stanze.

Mi soffermo davanti alla mia camera, la chiave è ancora inserita nella toppa.

La stanza è avvolta nell’oscurità, con il letto rifatto e la libreria povera di letture. Il tappeto persiano comprato da mia madre è perfettamente arrotolato e spinto contro il muro. I comodini sono coperti da due dita di polvere. Le impronte sul cuscino sono state cancellate dal tempo. Il poster di Madonna è scomparso, lasciando libera la parete ammuffita sopra la testata del letto.

Apro le tende. Un raggio di sole entra nella camera e illumina una foto. È ritratta una bambina con i capelli biondi abbracciata ad una bambola di stoffa. È Elisa. Mia sorella. È venuta al mondo il venticinque aprile millenovecentosettantotto mentre fuori il cielo si squarciava.

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