Resta in ascolto

15,00

Formato: Libro cartaceo pag. 162

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SARA’ DISPONIBILE DA GENNAIO 2024

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Autore: Laura Valera

Note sull’autore

 

 

COD: ISBN: 978-88-5539-338-6 Categoria: Tag: ,

Descrizione

Resta in ascolto è il racconto di un cambiamento. Luisa, una trentenne con due figli piccoli, soffre di vari malesseri fisici, dall’afasia ai disturbi della tiroide, e di attacchi di panico: ha rinunciato a un lavoro che metta a frutto i suoi studi, per dedicarsi interamente al ruolo di moglie-casalinga e madre; soltanto grazie a un percorso di counseling arriverà alla consapevolezza dei meccanismi mentali che paralizzano la sua energia vitale. Vent’anni più tardi, la Luisa di un tempo diventerà il personaggio di un romanzo della Luisa di oggi, una donna realizzata che ha imparato ad ascoltare e padroneggiare le sue emozioni, facendo tesoro dei consigli della sua counselor, Roberta, con la quale è rimasta in contatto e ha costruito una relazione di amicizia: “Resta in ascolto”, così le ripeteva ogni volta Roberta. Perché c’è tutto dentro di noi, basta ascoltare.

INCIPIT

CAPITOLO 1 – Aprile 2023

Da: Luisa

A: Roberta

 

Ciao Roby!

sono appena entrata in casa e subito mi sono fiondata al computer per condividere con te quest’illuminazione improvvisa!

Uno di quegli “insight”, come li chiameremmo noi, che solo di rado e a sorpresa capitano: mi ha galvanizzato.

Devo scrivertene, tu lo sai perché: è il mio modo per trattenere l’idea, l’energia che ancora mi freme addosso, scrivo per catturarla, non voglio che sfugga e si dissolva.

Così domani, quando al risveglio mi ronzerà in testa il ritornello delle solite quattro domande, pronte in agguato a sabotare ogni mia velleitaria iniziativa creativa, che esuli troppo dal sentiero battuto, quando si insinueranno i vari: “Ma sei matta? Chi te lo fa fare?, Perderai un sacco di tempo e a chi credi che possa mai interessare?”, a quel punto entrerai in gioco tu: mi basterà aprire la mail e troverò lì, bella e pronta la tua risposta, con i tuoi: “Cara, sei già al lavoro? L’alba ha l’oro in bocca e questa è un’idea d’oro!”.

Allora il dado sarà tratto, non potrò più volgere indietro la mano dall’aratro e lascerò scorrere quei maldestri tentativi di autosabotaggio.

Cosa detta è metà fatta, no?Laura Valera, Valera

Così, se, anzi, quando l’idea avrà compimento, e la forma si sarà fatta sostanza, tuo sarà parte del merito, come per ben altre mie conquiste, per così dire, esistenziali: ma questo tu già lo sai, e anche quanto te ne sia grata e non serve che mi dilunghi: sento già nelle orecchie la tua voce, pronta a ribadirmi la solita faccenda dei tuoi dieci anni in più, che non sono mica acqua fresca, ma tutta saggezza che cola!

Ok, non mi perdo, vuoi che sia succinta e vada dritta al punto, ti accontento.

Oggi sono stata nella soffitta della vecchia casa di corte, sai, dove riponiamo tutte le cose in disuso, quelle che non abbiamo cuore di buttare, stipate tra il pino di Natale, gli addobbi e i vestitini dei figli in attesa dei nipoti; insomma, ero lì, dopo il riordino della mia libreria, per riporvi l’ennesimo plico di tomi che, con gran loro disappunto, hanno dovuto cedere il posto ai nuovi venuti.

Ecco, d’un tratto mi si è stagliata netta in mente un’immagine: una cartelletta, con la copertina di cartoncino azzurro, tenuta insieme da un elastico, strabordante di fogli a caratteri fitti, qua e là zeppi di tue annotazioni a matita.

Le verbalizzazioni di quei nostri colloqui!

Ricordi? Era il nostro accordo: col mio lavoro di trascrizione puntuale delle registrazioni dei colloqui, avrei saldato il tuo compenso, l’onorario che ti dovevo per il mio percorso di counseling.

E adesso che sei una counselor “navigata”, ti capita ancora di registrare i colloqui che fai? o dopo allora non l’hai fatto più? Ti confesso che più di una volta mi si è insinuato il dubbio che quelle verbalizzazioni non ti servissero davvero per la tua formazione, ma che fossero solo una scusa per costringermi a calarmi dentro, trascrivendole, in ciascuna delle parole dette o forse un pretesto per non farmi pagare il compenso, poiché avevi capito che quello economico era un bell’ostacolo per me, forse più mentale che materiale.

Ma n’è passata di acqua sotto i ponti da allora, eh! Io sarò stata forse la tua seconda o terza cliente e chissà adesso a che numero sarai arrivata, non te l’ho mai chiesto e tu non parli mai volentieri di lavoro, ma in fondo ci incontriamo così di rado e da quando vivi a Firenze mi manchi! Chissà se per Natale riusciremo a incrociarci, qui c’è sempre un letto pronto per te e la prossima volta che vieni, forse, troverai una sorpresa: avrò qualcosa di nuovo da leggerti!

Sì, perché l’idea che ho avuto, lì, in soffitta, tra la nuvola di polvere che mi faceva lacrimare gli occhi e starnutire, è che potrei proprio scriverci un romanzo con quei nostri dialoghi trascritti, le nostre parole, la materia prima, grezza, del mio nuovo romanzo, già me lo immagino: la storia di una rinascita!

Ecco, per ora è tutto, quel che volevo dirti ti ho detto, ti terrò aggiornata.

Un abbraccio.

Luisa

 

Perfetto! Non è necessario che aggiunga altro, intendo solo suggellare un proposito: dirlo a Roberta è come firmare un contratto, prendere un impegno inderogabile e incontrovertibile con una committente pronta a chiedermi il conto di ogni ritardo, di ogni defezione. È un’idea geniale! Chissà perché non ci ho pensato prima. Ci ho lavorato mesi a trascrivere tutti quei nostri colloqui, parola per parola, potrei perfino citarne a memoria delle parti, sebbene siano passati più di vent’anni dai miei trent’anni di allora.

È arrivata l’ora di servirsene.

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