Perduti nel bosco

4,99

Formato: Epub, Kindle

Autore: Domenico Arezzo

Note sull’autore

Descrizione

Sicilia, 1953: quattro diciottenni si allontanano dal collegio con il desiderio di vivere un’avventura. Marco guida gli amici alla villa disabitata dello zio in mezzo a un bosco, luogo avvolto dal fascino di una leggenda su un tesoro nascoso e delle erbe magiche. Al loro arrivo, la villa e il bosco sembrano luoghi fatati ma inquietanti. Grida, rumori e passi disturbano le loro notti; strane presenze e una vegetazione insolitamente fitta rendono pericolose le loro giornate. L’arrivo di nuovi ospiti scombinerà l’amicizia dei ragazzi, fino a portarli a sospettare l’uno dell’altro mentre la leggenda diventa sempre più reale e li costringe a un viaggio diverso da quello che avevano progettato. Chi sono gli eccentrici ospiti comparsi in casa dal nulla? Esiste davvero il tesoro della leggenda? E soprattutto riusciranno i ragazzi a uscire indenni dal bosco?

INCIPIT

1

Per una via deserta di Pescetto, la sagoma di una donna, nei brevi momenti in cui i radi lampioni illuminavano la strada, emergeva dalla coltre nera, densa, impenetrabile della notte. Poi scompariva nel buio per riapparire poco più in avanti con movenze sciolte che la facevano sembrare avvezza a camminare nell’oscurità. La rapidità dei passi e la corporatura snella denunciavano la sua giovane età nonostante indossasse una gonna molto lunga e avesse il capo coperto da un velo nero come se tenesse il lutto. Dopo aver percorso la lunga via, sbucò in una piazza illuminata dalle luci di un bar, oltre che da due lampioni al centro. I dieci metri da percorrere per infilarsi in un vicolo la fecero notare a un gruppo di ragazzi che fumavano davanti all’ingresso del bar.

«C’è la matta» gridò uno di loro.

«A scecca» disse il suo compare che toccò il braccio dell’amico per proporgli di inseguirla. La donna, sentite le voci, si mise a correre e in pochi secondi raggiunse un vicolo buio come la pece. I due inseguitori giunti, subito dopo, all’imboccatura della viuzza scagliarono due sassi che, dopo aver fenduto l’oscurità, tonfarono sul selciato. I ragazzi si guardarono bene dall’addentrarsi.

«Lasciamo perdere, chidda vede nel buio come i gatti.»

«Se un giorno riesco ad acchiapparla la voglio ridurre in fin di vita» disse uno dei due non appena si ricongiunse con il gruppo.

«Che ti ha fatto? Lo vedi che è una povera disgraziata» gli rispose un amico che non aveva partecipato all’azione.

«È una persona strammata, una che non dovrebbe furriare nel nostro paese.»

 

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