Descrizione
In questa silloge di poesie le vite dei protagonisti si susseguono in una sequenza spiazzante.
Si alternano personaggi realmente esistiti ad altri completamente inventati, passando attraverso le imprescindibili riflessioni sulla stessa vita di chi scrive.
Chi sono i peccatori? Chi sono gli Dei? Difficile stabilirlo, quando tutto viene ricondotto alle ordinarie esistenze profane.
I ruoli si confondono, i contorni appaiono sfumati… ed il tutto ci riconnette alla cruda realtà, nella quale nulla è assoluto.
Trasognando
Trasognando scompare
la realtà malandrina,
ma di prima mattina
tale rito ancestrale
si dilegua in un lampo,
cede il posto ai doveri,
languono i desideri,
tra gli ostacoli inciampo,
l’opprimente scenario
si palesa dinnanzi
tra macerie ed avanzi
di un modesto salario,
la coscienza m’invita,
giacché bestia son nato,
a trovare l’afflato
per l’infausta mia vita,
io che porto il collare,
chiudo gli occhi e col braccio,
ciò che languido traccio,
trasognando mi appare.





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