Né muri né mari

15,00

Formato: Libro cartaceo pag. 206

Autore: Dario Farinelli

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Note sull’autore

COD: ISBN: 978-88-5539-123-8 Categoria: Tag:

Descrizione

Questo non è un romanzo, non è una favola.

È un’esperienza vissuta in prima persona, dell’inizio e della fine di un sogno, per raccontare la condizione di disoccupato ultracinquantenne come conseguenza del fallimento, e la lotta ìmpari per sopravvivere alle innumerevoli difficoltà economiche. Ma anche la rinascita, e la forza di alzare la testa, in qualsiasi situazione; l’ostinazione a non arrendersi, facendosi portavoce di chi ha sacrificato la propria vita, sconfitto dalle circostanze.

Questo libro è una coraggiosa denuncia contro il silenzio e l’indifferenza che circonda il terribile flagello di piccoli imprenditori che, a causa della crisi, sono costretti al fallimento e talvolta arrivano anche a togliersi la vita: uccisi dalla burocrazia, strangolati dai debiti e dall’ingordigia di banche e finanziarie, abbandonati dalle istituzioni al proprio destino.

Due parole su di me

 

Venerdì 27 marzo 2020 ore 01,20. Notte fonda.

 

Con quest’ansia che mi chiude lo stomaco, non riesco proprio a prendere sonno: sono qui, seduto alla mia scrivania con il computer acceso, preso dalla noia assoluta, che rileggo il mio breve manoscritto dal titolo L’imprenditore.

Si tratta di un pezzo della performance letteraria che da due anni sto scrivendo e perfezionando, un progetto ambizioso, che dovrebbe diventare una sorta di spettacolo teatrale, del quale sono regista e autore. Era tutto pronto. Il mio primo libro, Agonie di un’anima illogika, è appena uscito alla fine di gennaio. Ho già fatto una presentazione, ed ero in fase di programmazione per le prime serate in cui avrei dovuto promuovere il romanzo autobiografico, ed esordire con la performance letteraria.

Tre anni di progettazione e duro lavoro stroncati sul nascere.

Tutto sospeso. Rimandato a data da destinarsi. Sì, perché in concomitanza con il mio libro è uscito lui, il terribile e spietato Covid-19. Uno degli incubi peggiori dell’umanità, una pandemia, un virus meglio noto come “Coronavirus”.

Partito dalla lontanissima Wuhan, in Cina, e giunto come un fulmine a ciel sereno in Italia e nel resto del mondo. In poco più di un mese ha già provocato una strage. A oggi i dati sono spaventosi.

È stata dichiarata la pandemia, solo in Italia si contano già oltre novantamila contagi tra la popolazione e circa diecimila morti; tra questi ottomila operatori della sanità contagiati, e una cinquantina di medici che hanno perso la vita, mentre le televisioni continuano a ripetere che il picco non è ancora stato raggiunto.[1]

Siamo tutti in quarantena da quasi un mese, sigillati in casa.

Le città, i bar, negozi e qualsiasi attività sono chiusi, ad eccezione delle farmacie e dei negozi di alimentari. La cosa peggiore è che oltre alle vite perse, a causa di queste restrizioni, la maggior parte della popolazione si è fatta prendere dalla paura di morire di fame e alcuni supermercati sono stati presi di mira e saccheggiati.

Insomma con queste prospettive, e con questo scenario da film catastrofico in stile americano, questa notte ho preso una decisione. Scriverò il mio secondo libro.

Lo faccio per non impazzire in questa sorta di prigione, per non pensare che viviamo con la morte a due passi, e perché da qualche tempo avevo in mente di scrivere la storia che andrete a leggere.

Lo faccio per me, ma anche per chi si rispecchierà nel protagonista di questo racconto, affinché ne possa trarre spunto per non cedere, per non arrendersi, per lottare sempre per la propria vita e la propria dignità.

Non c’è altro da aggiungere. Inizierò a scrivere con la forza della mia passione per la vita, e lo farò con la speranza che, in questo momento così drammatico, Dio assista l’umanità e ne allevi le sofferenze, trasformando questo terribile flagello in occasione unica per tutti noi, per riscoprire un mondo più luminoso, più attento ai valori e più solidale verso il prossimo. È arrivato il momento di una svolta epocale, è madre Terra che lo chiede.

È la condizione al limite della sopravvivenza di milioni di esseri umani che lo chiede.

Sono i guerrieri di luce che lo pretendono. Dobbiamo finalmente dare un valore alla nostra vita, prima che sia troppo tardi. Si può fare, ci vuole coraggio e determinazione, ma uniti, mano nella mano, ce la faremo a rendere questo mondo migliore.

  1. Farinelli

 

 Prologo

 

Né muri né mari ostacoleranno il mio cammino. Non temo il mare, non temo la tempesta, non temo il nemico. Nessuno, mai, mi priverà della mia condizione di uomo libero, e per questo sono disposto a lottare con tutte le forze, per rivendicare i miei diritti e la mia dignità, così come mio padre mi ha sempre insegnato.

 

Ho deciso di raccontare i fatti senza filtri, di denunciare a viso aperto e senza timori reverenziali lo Stato e le istituzioni, con l’obiettivo di dare il mio piccolo contributo nella difficile battaglia contro l’insensibilità dell’opinione pubblica sul tema dei suicidi di Stato.

 

È una guerra. Davide contro Golia, ma un atto doveroso che la mia coscienza di onesto cittadino m’impone, in segno di rispetto nei confronti di chi ha perso la propria battaglia in piena solitudine, abbandonato dalle istituzioni e lasciato morire in modo ignobile. Piccoli imprenditori e commercianti, uccisi dalla crisi e dalla burocrazia. Strangolati dai debiti e dall’ingordigia di banchieri senza scrupoli.

Una testimonianza reale, con fatti e cronaca di un personale percorso nel mondo dell’imprenditoria e dei disoccupati over cinquanta.

[1]Nel periodo in cui è pubblicato questo libro, marzo 2021, i morti per la pandemia in Italia sono quasi 100.000 (n.d.r.)

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