L’ombra del predatore

4,99

Formato: Epub, Kindle

Autore:Danilo Bonometti

Note sull’autore

COD: 978-88-5539-466-6 Categorie: , Tag:

Descrizione

Matteo Kalter, ranger alpino paracadutista in congedo, vive tra le montagne del Trentino, dove lavora con il Soccorso Alpino.

Per via di una missione nelle foreste delle Alpi Dinariche al confine con il Montenegro, svolta durante il suo passato militare, viene chiamato a collaborare con i Servizi segreti italiani come membro di un’unità d’élite incaricata di smantellare una rete di trafficanti di bambini; leader dell’organizzazione è  un uomo spietato e intoccabile, che Matteo ha conosciuto in passato, e che è sfuggito anni prima alla cattura.

L’ombra del predatore è un romanzo ricco di tensione e di azione, di lotta senza esclusione di colpi, che mette i protagonisti di fronte a scelte difficili, possibili da affrontare soltanto grazie a un forte spirito di squadra, perché è fondamentale capire di chi ci si possa davvero fidare.

  1. PROLOGO

 Anno 2001

Alpi Dinariche, confine con Montenegro

Le pallottole uccidono… le pallottole uccidono… le…

Con questo mantra nella testa, l’uomo in mimetica invernale strinse l’impugnatura delle racchette e inclinò leggermente gli sci effettuando una curva a valle.

Il freddo tagliente, la distesa di neve e il silenzio assoluto facevano da cornice alla missione. Le ombre bianche delle tute da sci della squadra tremolavano confondendosi sullo sfondo. Il militare pensò a quante volte avesse già vissuto una situazione simile durante gli addestramenti… Tutte quelle notti al gelo, le ricordava una a una.

Questa volta, però, non era un addestramento, era una missione. E non ci sarebbe stato il suo sergente istruttore a ricordargli quelle parole, “Le pallottole uccidono”, per tenerlo presente e attento.

Ma la sua mente era già concentrata, conscia di tutto quello che lo circondava: i contorni di ogni roccia, le fronde degli alberi, la luna nascosta tra le nuvole sullo sfondo del crinale. Ogni suono, ogni movimento, doveva essere considerato e valutato; amici o nemici? Pericolo o no?

Nonostante negli anni avesse imparato ad ascoltare sempre più quello che chiamano cervello primordiale o rettiliano, quella parte di subconscio che ti rizza i peli del collo quando qualcosa non va, lui era sempre stato così: un freddo calcolatore e, allo stesso tempo, un acuto osservatore. Qualità che certamente gli servivano nel suo lavoro. Il distintivo sul suo braccio – due ali dorate aperte, cinte da una fronda di alloro e di quercia, attraversate al centro da una daga con alla sommità una stella dorata a cinque raggi – era il simbolo dei “Ranger”, gli Alpini Paracadutisti: un simbolo di eccellenza e di alta qualità, brevetto appena nato all’interno dell’Esercito Italiano inserito nell’ambito FOS, Forze per le Operazioni Speciali.

Il militare si fermò, cercando di calmare il battito del cuore e di regolare il respiro, mentre la condensa passava davanti al suo visore notturno. Alzò il pugno, segnalando anche agli altri sette uomini della squadra di fermarsi. Si abbassarono tutti poggiando un ginocchio a terra, le armi puntate in avanti, scrutando il terreno attorno con movimenti lenti e misurati. Il manto nevoso sotto di loro era soffice e uniforme e si estendeva come un’immensa coperta bianca e fredda, seguendo il contorno delle cime fino a fondersi con il cielo. La squadra era perfettamente mimetizzata.

Il ranger rimase in attesa. Ancora un minuto. Attese ancora.

Poi, a un suo cenno, la squadra si lasciò scivolare sulla neve in direzione del bersaglio.

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