L’Intima Essenza

12,00

Formato: Libro cartaceo

Autore: Andrea Tavernati

Note sull’autore

COD: ISBN 978-88-6690-143-3 Categoria: Tag:

Descrizione

Se togli tutto il superfluo, l’inutile e il secondario che occupa la tua vita. Se togli quello che hai, quello che fai e che devi fare, ciò che è legato alle abitudini e alle necessità sociali, ciò che ubbidisce alle leggi, ciò che hai ereditato dai padri, ciò che ti impone il gruppo, ciò in cui hai scelto di credere, ciò che dipende dagli affetti, ciò che ti fa piacere e che hai imparato ad amare o ad odiare, ciò che rifiuti e ciò che accetti. Se togli tutto questo, rimane qualcosa?  Questo qualcosa si può esprimere in parole?

L’Intima Essenza è la disciplina e l’esito di questa ricerca. Non è un semplice agglomerato di haiku, ma un percorso conoscitivo attraverso la forma poetica più precisa: recuperare l’essenza della parola attraverso una scelta di asciuttezza e concentrazione. È stata una sfida e una battaglia. Alla fine il libro si è imposto sull’autore. La scoperta dell’intima essenza interiore l’ha sorpreso quanto lo sperimentare quella della parola.

Il libro chiede di adattarsi alla sua “respirazione”. C’è una lettura ideale, quella che l’introduzione suggerisce, fatta di tempi lenti, estraniazione, dimenticanze, mulinelli. Un invito a perdersi per ritrovarsi. Soprattutto una lettura che non passa attraverso gli occhi, ma avviene direttamente nella mente.

Ci sono tre parti: Labirinto rappresenta la presa di coscienza del reale attraverso la poesia e il linguaggio.Mandala rappresenta l’immersione vera e propria nell’intima essenza, lasciandosi alle spalle l’esteriorità del reale. E’ il centro, in tutti i sensi, del libro e a sua volta ha un centro ove prevale il vuoto. Ritorno è una risalita, un ritorno al reale che, dopo l’esperienza di Mandala, viene rivissuto in un modo nuovo, più distaccato e sereno, ma con una maggiore consapevolezza del sé.

INCIPIT

LABIRINTO

Esser poteva

e non è stato o, forse,

non l’abbiam visto?

Fuga di cieli

che veloce t’espandi,

muta i colori.

Sognati mondi

scivolano cangianti

dentro il passato.

L’ultima notte

è ogni notte, il giorno

dimenticanza.

Li temo e peso.

Di colpo i chiaroscuri

mi fanno agguati.

O bianco o nero,

per chiuder la partita

in zona grigia.

Lascia i ricordi,

dissolve l’ombra il tempo.

Liquida luce.

Voglia di canto

si contiene in tumulto

dentro il mio nulla.

Son giunto al delta

del torbido pulsare.

Oscuro sangue.

Vuoti meandri,

glaciali agguati ai varchi,

ecco i cimenti.

[…]

1 recensione per L’Intima Essenza

  1. Andrea L

    L’intima essenza

    Difficile poter parlare di un’opera come quella di Andrea Tavernati, riassumendone i concetti in poche parole, almeno per me. Gli argomenti affrontati nelle sue composizioni sono talmente tanti e vissuti, concentrati in pochissime parole che, probabilmente, ci vorrebbe un saggio per poterne sviscerare al meglio l’intero contenuto. Essi infatti trattano di così tanti e svariati argomenti, come amore, sesso, eventi tragici e avvenimenti quotidiani (ad esempio traffico, mare e tramonti), che ogni possibile aspetto della vita è compreso in questa silloge. Ogni argomento è sviscerato nelle poche parole, scelte proprio al fine di evidenziarne l’anima più recondita, sfrondandola di tutti i possibili orpelli. Il messaggio di fondo, a mio avviso, è proprio quello di cogliere, consapevolmente, quale sia il significato di tutto quanto ci circonda. Si può arrivare anche a dire che bisognerebbe comprendere tutta la vita, non come un susseguirsi di eventi, ma come un unico continuum, come un singolo avvenimento che, per quanto composito, possa essere espresso nella propria unicità.
    Come ci dice lo stesso poeta, bisogna cogliere il succo, l’intima essenza appunto, perché troppe parole potrebbero essere superflue. Esse infatti diventano solo un mezzo per raggiungere quella che è la natura stessa della poesia. Ovvero, la prosa diventa la comunicazione di uno stato d’animo, che è vissuto in maniera personale e diversa rispetto al soggetto al quale lo si vuole esprimere. In sostanza, il verbo apre un varco fra l’autore e il lettore, attraverso il quale passano gli stati emotivi che l’uno cerca di suscitare nell’altro. E questo passaggio può essere formato anche da brevi e semplici parole, in grado, però, di arrivare direttamente nell’anima di chi legge.
    Andrea ci riesce alla perfezione con le sue composizioni, di vario tipo, non solo haiku puri, ma anche con variazioni personali allo stile originale giapponese e alla sua stringente metrica. Riesce a parlare al lettore attraverso metafore e introducendo soluzioni sperimentali, includendo suoni onomatopeici, forme contratte, neologismi e tutti gli strumenti che la lingua fornisce, con cognizione di causa, originalità e innovazione. Tavernati utilizza la parola scritta da vero maestro e la lettura di tutta l’opera si può dire illuminante su un panorama di soluzioni linguistiche nell’espressione poetica, che lo denotano come un vero artista.
    L’opera è divisa in sezioni diverse, ma come ogni sua composizione, è necessario goderne della lettura globale per arrivare a quel nocciolo essenziale che è la condivisione di attimi irripetibili, del tempo vissuto, delle sensazioni che il poeta ci vuole comunicare.
    Le parole, anche se sono ridotte all’osso come numero, sono quelle che ci danno la struttura emotiva per ricostruire il momento “perfetto” trasmessoci dall’autore. Un concentrato sublime in grado di saziare la fame dell’anima, allo stesso modo con cui potrebbe farlo un pasto completo di tutte le portate.
    Sono rimasto colpito da molte sue composizioni, troppe per elencarle tutte, che mi hanno spinto a pensare, con sincera ammirazione, che mi sarebbe piaciuto riuscire a essere l’autore di scritti come i suoi. Porgendo i complimenti a questo Maestro della poesia, attendo con impazienza la prossima opera.

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