La porta verde

4,99

Formato: Epub, Kindle

Autore: Bruna Nizzola

Note sull’autore

COD: ISBN 978-88-6690-020-7 Categoria: Tag:

Descrizione

Presentazione di Lodovico Gierut

Con un sapiente dosaggio tra racconto e riflessione, Mauro, protagonista indiscusso della fluida e avvincente trama, avvicina il lettore a un mondo ove l’appiattimento mentale e l’omosessualità accompagnano situazioni in cui le luci sono talvolta offuscate dalle ombre del dolore. Se nell’insieme troviamo momenti felici, ci sono anche quelli duri, derivati dalla mancanza di dialogo e di comprensione per una sensibilità che esce ferita in una società dove l’apparire ad ogni costo schiaccia uno spirito in cerca del suo spazio vitale. Sia Mauro, sia le figure che gli ruotano attorno – presentate in ottima sintesi dall’autrice – simboleggiano caratteristiche di una collettività talvolta feroce e disinformata, frettolosa ed egoista, in cui il fiore fragile che appare sconfitto, sa lasciarci un limpido messaggio. “La porta verde” non è un libro per tutti, sia per la bassa tiratura che ne fa sin da ora una rarità, ma soprattutto perché è destinato a un pubblico che crede all’eguaglianza dei diritti. Molti hanno quasi timore della diversità , ma vi siete chiesti perché chi non soggiace alle astruse idee d’un certo “branco” è considerato con disprezzo “diverso” in quanto rifiuta d’esservi inglobato? Spesso un disabile è osservato stranamente, ma così è pure per il “diverso culturale” che fa scelte autonome, magari lontane da regole logore, costituenti l’ossatura di un popolo erroneamente definito normale. Oggi l’essere veramente liberi è difficile, come sembra suggerire questo libro che può essere letto anche tra le righe.

INCIPIT

Dalle persiane appena accostate filtrava il riverbero di un’estate caldissima, che percorrendo una scia di pulviscolo luminoso picchiava sul tappeto, rimediato da un insistente marocchino di prima generazione.

Era diventato il campo giochi del bimbo di famiglia, e, al momento, ospitava un eterogeneo esercito di soldatini: indiani, cow-boy, giubbe rosse, crociati e romani e cavalieri medievali, schierati tutti insieme in un’antistorica battaglia fuori dal tempo.

Lo ricordo, eccome, quel pomeriggio! Il caldo appiccicoso, l’odore del sugo al pomodoro e basilico che evadeva dalla cucina impadronendosi di tutta la casa. C’erano anche le cicale che frinivano insistenti a scandire la noia di un’estate afosa non lusingata da frescure di mare o di monti, ma satura degli umori della bassa pianura.

Ricordo l’eccitante scoperta di un nuovo gioco…

Un colpetto annoiato all’ultimo baluardo di un’approssimativa testuggine romana e poi: “Che si fa?”

I due ragazzini si guardarono e lo sguardo del più grande cadde vacuo e distratto sui pantaloncini cortissimi del piccolo.

“Ma il tuo com’è?”

“Così!”

Attenti rilievi, confronto accurato, valutazioni precise e un piacevolissimo toccarsi, così piacevole che, con tutta naturalezza, avrebbe in seguito concluso vari incontri di gioco fra il prepubere fanciullo e l’amico del cuore.

Quando in giro non c’era mammina!

(Ma forse, invece, era cominciata così..).

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