Descrizione
Nei racconti di Il senso di tutto ciò che resta, Giuseppina Marra attraversa il dolore senza compiacimento e senza scorciatoie, cercando nelle ferite ciò che ancora può germogliare. Donne, bambini, animali, ombre, memorie e legami spezzati abitano queste pagine come presenze vive, sospese tra realtà e dimensione interiore. Ne nasce una scrittura intensa e partecipe, capace di dare voce al trauma, alla perdita e alla possibilità di rinascere. Una raccolta che invita a sostare nel buio, ad ascoltarlo, e a riconoscere, proprio lì, il primo segno della luce.
Questo libro
Questo libro nasce dalla mia esperienza di analista e psicoterapeuta. I dieci racconti che contiene procedono con il passo lieve della fiaba e la profondità del sogno: storie sospese tra realtà e mondo onirico, visioni che danno forma alle immagini interiori e voce a ciò che di solito resta nel silenzio. Questo spazio intermedio è il luogo in cui i personaggi possono incontrare gli archetipi junghiani, incarnati in immagini vive: ombre che chiedono di essere riconosciute, parti negate che bussano alla coscienza, figure interiori che guidano e proteggono.
I racconti parlano di donne coraggiose, di bambini, di animali e piante che diventano specchi silenziosi d’amore e di perseveranza, di cura e di presenza. Tutti i protagonisti rivivono traumi e ferite, attraversano momenti di smarrimento e di solitudine, e imparano a stare nella propria fragilità, sorretti dalle loro radici e dal loro mondo interiore. Le loro vicende, fittizie ma ispirate a vite ed esperienze reali, mostrano ciò che resta quando il rumore si abbassa, la maschera della perfezione non regge più e le parole non bastano, e svelano ciò che accade quando il vuoto si fa sentire e chiede di essere attraversato e accolto.
Le storie di questa raccolta ci accompagnano nell’arte del restare: un restare che non è resistere, ma fare spazio, accogliere il peso del dolore senza trasformarlo subito in senso. È un invito a sostare nelle proprie riflessioni, ad ascoltare le immagini che emergono dal sogno, dare senso ai simboli, a riconoscere nell’Ombra non un nemico, ma una possibilità di interezza. E a riconoscere che non sempre bastiamo a noi stessi: abbiamo bisogno gli uni degli altri, di sguardi che restano vicini, alla giusta distanza, e di sostenerci a vicenda.
Questo libro chiede non solo di essere letto, ma di essere ascoltato: pagina dopo pagina, mostra come sia possibile tenere insieme dolore, sofferenza e tenacia, e imparare a restare accanto, a sé stessi e agli altri. In questo movimento condiviso, fatto di fragilità e presenza, diventa possibile rinascere insieme, forti e vulnerabili, riconoscendo nelle proprie cicatrici non una mancanza, ma un inizio.





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