Falsi d’autore

16,00

Formato: Libro cartaceo pag. 198

Autore: Alfredo Zanellato

Note sull’autore

 

COD: ISBN: 978-88-5539-342-3 Categoria: Tag: ,

Descrizione

Un falso d’autore è un dipinto che riproduce perfettamente le pennellate e lo stile di un pittore famoso, certificato poi da un critico d’arte compiacente:  è questa la proposta che riceve Alessandro Civeri, un promettente pittore torinese, da un’organizzazione criminale che opera a livello internazionale. Non è facile rifiutare, ma Alessandro è onesto e non arrendevole e, quando i malviventi rapiscono la sua ragazza per obbligarlo a collaborare, comprende di doversi impegnare per incastrarli e consegnarli alla giustizia. Impresa non facile e molto pericolosa, nella quale Alessandro, che fungerà da esca, sarà affiancato anche da André, un ex commilitone con il quale ha condiviso alcune pericolose azioni durante una missione in Bosnia, e da diversi amici, tra i quali Daniela, un’avvenente pittrice milanese…

INCIPIT

Stavo viaggiando a velocità sostenuta con la mia auto lungo un viale alberato e, stranamente, non c’era quasi traffico. Le fronde dei platani sporgevano sulla sede stradale, per cui, a un incrocio, il semaforo mi apparve all’improvviso e non ebbi il tempo di frenare. Fu così che bruciai un rosso pieno, per fortuna senza provocare un incidente, ma evidentemente la mia infrazione non passò inosservata perché l’acuto suono del fischietto di un vigile urbano mi ferì le orecchie. Io accelerai per sfuggirgli, ma il suono mi inseguiva e si ripeteva… si ripeteva… si ripeteva… poi mi svegliai.

Lo squillo insistente proveniva dal cellulare che stava sul mio tavolino da notte. Aprii faticosamente un occhio e lo ignorai finché non smise. Stavo per girarmi dall’altra parte, quando quello riprese a martellarmi i timpani.

“Ecco un rompiscatole che non si arrende” pensai nel dormiveglia; poi, quando vidi sul display l’autore del mio martirio, mi decisi:

«Cosa vuoi?» dissi in un grugnito e con la bocca impastata dal sonno.

«Stai ancora dormendo?»

Guardai l’orologio e vidi che segnava le dieci e cinquanta. Per un attimo provai un po’ di vergogna, ma fu una cosa passeggera che ricacciai subito nei meandri più bui della mia coscienza.

«Ebbene? Tu lo sai che sono un animale notturno.»

«Sì, ma so anche che devi consegnarmi del materiale e che la scadenza si sta avvicinando molto rapidamente.»

«Tranquillo, Luca, io comincio a lavorare a mezzogiorno, ma fino alle otto, e a volte fino alle nove di sera, non smetto mai. Avrai il lavoro per tempo, ma non mi avrai mica svegliato per dirmi queste baggianate!»

«No certo…» e qui fece una pausa tanto lunga, che pensai fosse caduta la linea, ma prima che tentassi di intervenire, riprese:

«Circola voce che ci sia di nuovo in giro qualcuno che vuole “il servizio”, e che stanno contattando quei pochi che sanno fare quello che sai fare tu».

«Ah» fu il mio loquace commento.

«Stai in campana, Alessandro. Appena succede mi chiami subito, capito?»

«Ricevuto capo, passo e chiudo!» dissi, concludendo la telefonata con questa battuta di sapore militaresco, per stemperare un po’ il disagio che l’avviso di Luca mi aveva procurato. Infatti ciò che mi aveva detto era una cosa seria e aveva un precedente.

A questo punto sarà meglio cominciare dall’inizio.

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