Costanza di Svevia. La guerra della regina

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Formato: Libro cartaceo, pag. 342

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Autore: Chiara Curione

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Descrizione

Sicilia, 1287. Dopo la morte di re Pietro, la regina Costanza lotta per mantenere la pace tra l’Aragona e il suo popolo. Intorno a lei si intrecciano i destini di donne straordinarie: Macalda, la baronessa ribelle rinchiusa nella torre di Messina, e Imelda, la giovane medichessa fuggita dalla corte. Sullo sfondo della guerra, della fede e del tradimento, emerge il coraggio femminile che sfida la tirannia e la Storia. Costanza di Svevia. La guerra della regina è un grande affresco medievale di passioni, inganni e riscatti, dove la voce delle donne illumina la verità nascosta del potere.

Prefazione

Nel primo libro Costanza di Svevia: il ritorno da regina, la consorte di Pietro III d’Aragona è protagonista della guerra dei Vespri Siciliani (1282), accesa dopo che i siciliani offrirono la corona al marito, in quanto sposo dell’ultima erede legittima del regno. Costanza

giunse in Sicilia per rivendicare i diritti paterni, ma si trovò presto sola e poi vedova, dovendo affrontare un contesto complesso. Intorno a lei si muovono figure importanti, tra cui la rivale Macalda e Imelda, la donna medico della Scuola Salernitana.

Il secondo libro si apre nel 1287 con l’esecuzione di Alaimo da Lentini. Giacomo, figlio di Costanza, incoronato re di Sicilia, deve affrontare rivolte interne e la pressione del fratello maggiore Alfonso, sovrano d’Aragona. Le divisioni familiari, alimentate dal Papato e dagli Angioini, mettono a dura prova la regina, impegnata a mantenere saldo il legame tra i figli. Gravata da una scomunica, Costanza cerca mediazioni, ma la morte prematura di Alfonso porta Giacomo a unire i regni d’Aragona e Sicilia, tradendo il testamento del padre e scatenando il conflitto con il fratello Federico.

La narrazione intreccia eventi storici e situazioni immaginarie. Accanto a Costanza emergono Ruggero di Lauria, abile ammiraglio vincitore di memorabili battaglie navali, Giovanni da Procida, consigliere e padre di Imelda, e Corrado Lancia, guerriero e diplomatico. Centrale anche Carlo II d’Angiò, prigioniero e poi liberato, che come la regina auspica la pace pur segnato da lutti.

Tra i personaggi femminili, Imelda rappresenta la ribellione a un destino imposto, mentre Macalda, figura leggendaria, incarna l’ambizione e l’astuzia, capace di sopravvivere e mantenere relazioni anche in prigionia. Federico, prediletto della madre e amato dai siciliani, diventa simbolo di speranza per l’isola.

Questa epopea mostra non solo lo scontro tra Angioini e Aragonesi, ma soprattutto l’umanità dei protagonisti: lealtà, coraggio, fede e dolore. Costanza appare come madre e regina, donna diplomatica e religiosa, che sacrificò tutto per i figli e per la pace, soffrendo profondamente per la scomunica papale.

Il romanzo, tra cronaca e invenzione, restituisce il quadro di un’epoca decisiva, segnata dal crollo dell’universalismo papale e da guerre che mutarono il destino di popoli e istituzioni. Comprendere le sfide di quei personaggi ci aiuta oggi a leggere meglio il presente e a orientare le nostre scelte future.

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